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Bartelle (M5S) – Progetto legge statale della Lega terrorismo di piazza impreciso e controproducente per pubblici ufficiali.

VENEZIA – La consigliera regionale pentastellata Bartelle afferma “Il progetto di legge statale proposto in aula dalla Lega sul terrorismo in piazza è così impreciso che potrebbe rivelarsi controproducente per i pubblici ufficiali”.

“Il disegno di legge n. 27 che mira a modificare il codice penale e ad introdurre il delitto di “terrorismo di piazza” è così impreciso che potrebbe  persino rivelarsi controproducente invece di tutelare maggiormente i pubblici ufficiali impegnati nel servizio di ordine e sicurezza pubblica”. Esordisce così la pentastellata consigliera regionale Patrizia Bartelle dopo aver votato contro alla proposta portata in aula dalla lega. “Il documento, per chi ha un minimo di conoscenza di diritto, è scritto da far accapponare la pelle – prosegue con cognizione di causa l’ex poliziotta”. Di seguito alcune delle più macroscopiche incongruenze del PDLS 27.

(Progetto di legge statale n.27) Innanzitutto nella relazione introduttiva si afferma che nel nostro ordinamento non vi sia una definizione chiara di “terrorismo” mentre invece essa è descritta compiutamente dall’art. 270 sexies del codice penale. In seconda battuta, trattandosi di una nuova fattispecie criminosa in materia di terrorismo, dovrebbe essere inserita tra quelle della stessa indole ossia tra i delitti contro lo Stato (artt. 241 e ss. c.p.) e non tra quelli contro la persona. “Sotto un terzo profilo, evidenzio come alcune previsioni siano così generiche da rendere difficoltoso il lavoro degli inquirenti e ciò a vantaggio dei colpevoli. Mi riferisco, ad esempio, all’introduzione del troppo impreciso concetto di “immediate vicinanze” previsto dall’art. 613 quater co. 3.

Inoltre il lancio di un oggetto pericoloso contro un pubblico ufficiale è sanzionato con la reclusione da quattro a otto anni ma una simile condotta è inquadrabile come tentato omicidio ed è già – senza la necessità di aggiungere ulteriori leggi al mare magnum del diritto italiano – punita con la pena molto più severa della reclusione a non meno di 12 anni.” “Segnalo infine che l’art. 613 quater co. 5 e 6 sanziona allo stesso modo chi cagioni lesione gravissime e chi cagioni la morte seppur come conseguenza non voluta. Ovviamente si tratta di un refuso del redattore (della cronaca del Veneto)che comunque rende conto di come il PDLS 27 non sia idoneo.”   Patrizia Bartelle (Consigliera Movimento 5 Stelle Regione Veneto) www.patriziabartelle.it

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