Teatro delle Regioni, applausi al gran finale: Astichello vince il Premio “Xanto Avelli”.
ROVIGO – Otto serate di teatro e spettacolo, compagnie provenienti da diverse regioni italiane, un Chiostro degli Olivetani ancora una volta trasformato in palcoscenico estivo e un pubblico che ha accompagnato con partecipazione l’intera manifestazione. Si è chiusa nella serata di Ferragosto, tra lunghi applausi e tante risate, la XXVII edizione del Festival Teatro delle Regioni, organizzata dal Gruppo Teatrale Il Mosaico con la direzione artistica di Emilio Zenato.
Una manifestazione che anche nel 2026 ha confermato la propria formula: quattro appuntamenti dedicati alla prosa, tre al teatro per l’infanzia e la tradizionale serata conclusiva di Ferragosto, riservata al cabaret e alle arti varie. Otto serate che hanno fatto del Chiostro del Monastero degli Olivetani un luogo d’incontro tra teatro, intrattenimento, famiglie e valorizzazione di uno dei più significativi complessi storico-culturali della città. Il Festival è realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, della Fondazione Rovigo Cultura e di Bvr Banca Veneto Centrale, con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Rovigo e del Comune di Rovigo. A caratterizzare la prima parte della serata conclusiva, condotta da Bruno Candita, è stata l’attesa cerimonia di assegnazione del Premio “Xanto Avelli” 2026, che ha decretato le compagnie maggiormente apprezzate tra le quattro protagoniste degli spettacoli di prosa. A determinare la graduatoria finale hanno concorso per l’80 per cento i voti espressi dagli spettatori presenti alle singole rappresentazioni e per il restante 20 per cento il giudizio della giuria tecnica.
Prima di svelare la classifica, Emilio Zenato, nella triplice veste di presidente del Gruppo Teatrale Il Mosaico, direttore artistico del Festival e presidente regionale di FITA Veneto – Federazione Italiana Teatro e Arti, ha consegnato i premi speciali istituiti dalla giuria tecnica. Il riconoscimento per la Miglior scenografia è stato assegnato alla Compagnia teatrale Don Bosco di Varazze (Savona) per l’allestimento di “Due volte Natale” di Marco Falaguasta, autore anche della regia. Il premio per la Miglior regia è andato invece a Riccardo Fortuna per “Classe de fero”, adattamento in dialetto triestino, curato da Monica Parmegiani, della commedia di Aldo Nicolaj, portato sul palcoscenico dal Gruppo Teatrale Il Gabbiano di Trieste. Ad Antonella Rebecchi, della compagnia romana La Bottega dei RebArdò, è stato infine assegnato il premio per la Miglior interpretazione, grazie al personaggio di Camilla nello spettacolo “Il cappello di carta” di Gianni Clementi.
La cerimonia è quindi entrata nel vivo con la proclamazione della classifica del Premio “Xanto Avelli”, riconoscimento che lega idealmente il Festival alla storia artistica della città. Il terzo premio è stato assegnato alla compagnia romana La Bottega dei RebArdò per “Il cappello di carta” di Gianni Clementi. A consegnarlo nelle mani del regista Enzo Ardone è stata Anna Paola Nezzo, vicepresidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo. La compagnia è stata premiata «per la capacità di fondere con equilibrio comicità e memoria, alternando momenti di irresistibile leggerezza a passaggi di profonda emozione». A conquistare il secondo posto è stato il Gruppo Teatrale Il Gabbiano di Trieste con “Classe de fero” di Aldo Nicolaj, rappresentato alla premiazione dall’attore Roberto Creso. A consegnare il riconoscimento è stata Andreina Milan, componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Per “Classe de fero” la motivazione ha sottolineato la solidità dell’impianto complessivo dello spettacolo e «la capacità di restituire, con autenticità e profondità, un quadro umano che rimane impresso nella memoria dello spettatore». Il momento più atteso ha infine incoronato la Compagnia teatrale Astichello di Monticello Conte Otto (Vicenza), vincitrice del Premio “Xanto Avelli” 2026 con “Divorzio con sorpresa”, commedia di Antonio Stefani nell’adattamento e con la regia di Aldo Zordan. Nella motivazione del premio si legge: «Il premio del pubblico conferma quanto già emerso con forza sin dalla serata inaugurale: una platea coinvolta, partecipe, conquistata dalla freschezza degli interpreti e dalla capacità dello spettacolo di trasformare ogni scena in un momento di autentica condivisione emotiva, con una precisione che valorizza il lavoro degli interpreti».
Archiviata la cerimonia di premiazione, il palcoscenico è passato ad Andrea Fratellini, che con il suo “Zio Tore Show” ha trasformato la seconda parte della serata in una festa di Ferragosto all’insegna della comicità e del coinvolgimento del pubblico. Il vincitore di Italia’s Got Talent 2020 ha messo in campo le diverse anime del proprio repertorio, alternando ventriloquia, comicità, magia e musica, ma soprattutto costruendo un rapporto immediato con gli spettatori. Al suo fianco, naturalmente, l’irriverente Zio Tore, capace con le proprie incursioni di diventare il vero coprotagonista della serata. Fratellini ha dimostrato grande padronanza dei tempi comici e una naturale capacità di improvvisare, trasformando il dialogo con gli spettatori in parte integrante dello spettacolo. Il pubblico non è rimasto semplice osservatore: chiamato più volte a partecipare alle gag e ai giochi proposti dall’artista, è diventato elemento attivo dello show. Risate, sorprese e lunghi applausi hanno così accompagnato l’ultimo spettacolo dell’edizione 2026 fino al saluto finale.
A chiudere idealmente la XXVII edizione del Festival è stato ancora Emilio Zenato, che ha rivolto il ringraziamento del Gruppo Teatrale Il Mosaico «al pubblico che continua a seguirci e a dimostrarci il proprio affetto, agli enti e alle fondazioni che credono nella manifestazione, alle istituzioni che la patrocinano e soprattutto ai tanti volontari che, spesso lontano dai riflettori, rendono concretamente possibile ogni serata». Con il sipario calato sulla serata di Ferragosto, il Teatro delle Regioni conferma così il proprio ruolo tra gli appuntamenti che caratterizzano l’estate culturale rodigina, unendo spettacolo, partecipazione e valorizzazione di uno dei luoghi più suggestivi della città.






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