Rovigo

I CREDITI DI CARBONIO AL CENTRO DELL’INCONTRO TECNICO DEL 4 MARZO ORGANIZZATO DA COLDIRETTI ROVIGO.

ROVIGO-Si è tenuto mercoledì sera l’incontro tecnico organizzato da Coldiretti Rovigo dal titolo “Crediti di carbonio in agricoltura”. La sala era gremita, segno che l’argomento è di forte interesse per i soci dell’associazione, è stata presentata questa nuova opportunità, sia da un lato, che dall’altro potrebbe invece rappresentare ‘terra fertile’ per proposte poco concrete e fondate di soggetti che si immettono in questo nuovo mercato.

L’agricoltura può partecipare attivamente al cosiddetto ‘mercato delle emissioni’ attraverso lo strumento di scambio dei crediti di carbonio (da carbon credit). I ‘crediti’ sono strumenti economico-ambientali, sotto forma di certificato, che possono essere scambiati tramite un ‘mercato delle emissioni’ dell’Unione Europea noto come EU Emissions Trading System. L’agricoltura, quindi, potrebbe scambiare i crediti con chi ha bisogno di compensare le emissioni.

Per l’occasione, dopo i saluti e l’introduzione del direttore di Coldiretti Rovigo Gerardo Forina Rampolla che ha spiegato che alla base dell’incontro c’era la volontà dell’associazione di fornire le basi per comprendere questa opportunità che non è fantascienza, ma un possibile valore aggiunto per le aziende. Hanno quindi relazionato Marco Omodei Salè del Csqa, Gianni Rossi responsabile area tecnica di Impresa Verde Rovigo e Lorenzo Furlan di Veneto Agricoltura. A loro il compito di spiegare la genesi dei crediti di carbonio, gli impegni e gli effetti collaterali, partendo da lunghi anni di studi, bibliografia, monitoraggi e analisi gestiti proprio da Veneto Agricoltura in collaborazione con Csqa in campi sperimentali.

Si tratta di un progetto tutto ‘made in Veneto’, che parte dal concetto fondamentale che le aziende devono impegnarsi per mantenere il fattore produttivo, tramite la qualità della sostanza organica presente nel terreno (in declino da decenni), questa la base di partenza per ragionare sui crediti di carbonio. È stato, quindi, studiato uno standard che tiene conto di buone pratiche, che moltissime aziende già utilizzano anche per rispetto della condizionalità rafforzata (PAC), tra precision farming e agricoltura conservativa, basato su rotazione, fertilizzazione, lavorazione minima dei terreni, cover crops e pacchetti di pratiche agricole sostenibili etc. In sintesi, poi, i relatori hanno fornito i criteri minimi di applicabilità e le regole generali in tema di crediti di carbonio, ma soprattutto gli elementi di base per capire se le varie proposte presenti sul mercato siano lecite.

Veneto Agricoltura è in procinto di presentare il progetto a livello europeo per avere la validazione dello stesso che si basa sui seminativi, ma sarà esportabile anche ad altre produzioni oltre che ad altre regioni oltre il Veneto. Un buon punto di partenza per una valutazione della possibilità fornita dai crediti di carbonio alla quale seguiranno altre occasioni divulgative in futuro.

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