LUNARIO PADANO — Tre incontri con gli autori tra Porto Viro, Adria e Rovigo.
ADRIA-(RO)-Torna l’appuntamento con gli autori promosso da Associazione REM: “Lunario padano” porta, tra settembre e ottobre, tre scrittori a confronto in altrettante tappe tra il Delta del Po, Adria e Rovigo.
Bregola, Cavazzoni, Ravasio: tre scrittori e un filo che li lega — non l’appartenenza a un’area geografica (o non solo), ma un’idea di scrittura che ha radici lontane, che parte da Ludovico Ariosto per arrivare a Gianni Celati, e che interpreta il comico, il grottesco, il “lunatico” come chiave di lettura della realtà, sia essa il nostro presente o l’interminabile umano che è nelle nostre esistenze. Nel dialogo con Sandro Marchioro e Vainer Tugnolo, e in quello successivo con il pubblico, si cercheranno i confini del “Lunario padano”: attraverso i loro racconti, spesso erratici e stralunati, si guarderà al presente con lo stesso spirito curioso, ironico e spesso fugace.
Sabato 26 settembre, ore 17:00 — Porto Viro, Ca’ Cornera-Apre la rassegna Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet), in dialogo con Vainer Tugnolo. Cavazzoni insegna all’Università di Bologna, dove vive, ed è tra le voci più originali e riconosciute della narrativa italiana contemporanea: le sue opere sono uscite per case editrici come Bollati Boringhieri, Feltrinelli, Guanda e La nave di Teseo. Ha collaborato alla sceneggiatura de “La voce della luna” di Federico Fellini, tratto dal suo romanzo “Il poema dei lunatici”, e negli anni Novanta ha co-fondato con Gianni Celati la rivista letteraria «Il semplice». Studioso anche in sede critica, si è occupato di autori che vanno da Luigi Pulci e Ludovico Ariosto fino a Franz Kafka. “Storia di un’amicizia” è uno dei cinque romanzi finalisti della 64ª edizione del Premio Campiello e quest’anno è stato anche candidato al Premio Strega. Il libro racconta il legame con Gianni Celati: non una biografia né un saggio critico, dice l’autore, ma “la favola di un’amicizia, autentica, con tutto il suo bello e il suo inevitabile, mesto finale”.
Venerdì 9 ottobre, ore 18:00 — Adria, Circolo Unione “Prof. Livio Crepaldi”, Piazza Cavour-Secondo appuntamento con Davide Bregola e “Lezioni dalle rovine” (Avagliano), in dialogo con Sandro Marchioro. Nato a Bondeno, in provincia di Ferrara, nel 1971 e residente a Mantova, Bregola ha vinto il Premio Tondelli nel 1999 con la raccolta di racconti “Viaggi e corrispondenze” ed è tra gli autori che in Italia hanno esplorato per primi la letteratura della migrazione, con libri come “Da qui verso casa” (2002) e “Catalogo delle voci” (2005). Ha proseguito il proprio lavoro sulla pianura padana con “La vita segreta dei mammut in Pianura Padana” (2017, Premio Chiara) e “Fossili e Storioni” (2019); “Lezioni dalle rovine” ne rappresenta il capitolo conclusivo ed è stato proposto al Premio Strega 2026. Collabora con le pagine culturali di diverse testate e conduce seminari di scrittura creativa. Il libro è un attraversamento di trent’anni nella vita del protagonista, tra lavori di ogni tipo — ferroviere, venditore porta a porta, bracciante stagionale — e incontri con scrittori e poeti appartati che ne hanno segnato la formazione: un omaggio, si legge nella presentazione, “a scrittori reclusi, che sembrano non apparire ma finiscono per cambiare la vita di chi li legge”.
Venerdì 16 ottobre, ore 18:00 — Rovigo, Palazzo Roncale (g.c. dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo)-Chiude la rassegna Alberto Ravasio con “Il grande mantenuto” (Quodlibet), in dialogo con Sandro Marchioro. Nato nel 1990, Ravasio vive tra Bergamo e Torino e collabora con riviste come «Finzioni», «Alias» e «L’Indice dei Libri del Mese». Il suo esordio narrativo, “La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera” (2022), è stato finalista al Premio Bergamo e nel 2025 ne è stato tratto uno spettacolo teatrale. “Il grande mantenuto” è una riscrittura contemporanea di “Martin Eden”: racconta la storia di un giovane laureato che, pur venendo da una famiglia in cui “nessuno sa leggere”, lascia Bergamo e si mantiene vivendo presso persone diverse — da una coppia di lesbiche a una prostituta — pur di continuare a scrivere. Ambientato tra il 2008 e il 2020, il romanzo racconta una società in cui la mobilità sociale è bloccata e la cultura diventa un privilegio per pochi o un percorso di declassamento per chi non ha risorse: il “grande mantenuto” del titolo è tanto l’aspirante scrittore quanto un’intera generazione di trentenni intrappolati nella precarietà.
La rassegna è organizzata da Associazione REM in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Adria e Ca’ Cornera — Stazione di sosta nel Delta del Po, con il patrocinio di Regione del Veneto, VenetoBooks, Associazione Editori Veneti (AEV) e Il Veneto legge. Ingresso libero a tutti gli incontri.




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