Guardia di Finanza

Maxi blitz della Guardia di Finanza, smantellata una rete del narcotraffico tra Lombardia e località turistiche dell’Adriatico.

L’indagine, partita da Latisana, ha portato a 16 arresti, al sequestro di 97,8 chili di droga, armi, Rolex e beni per 1,1 milioni di euro. Lo spaccio riforniva anche Jesolo, Bibione, Caorle, Lignano, Grado e Sistiana.

Un controllo apparentemente di routine effettuato dalla Guardia di Finanza a Latisana, vicino a Lignano Sabbiadoro, ha dato il via a un’indagine che ha permesso di smantellare una vasta organizzazione criminale italo-albanese specializzata nel traffico di droga tra il Nord Italia e le principali località turistiche della costa adriatica. L’operazione, denominata “King George”, è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Milano, con il supporto del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza.

Un traffico che arrivava anche nelle località di mareL’organizzazione aveva basi logistiche in diverse province del Nord Italia, tra cui Milano, Brescia, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Savona e Siena, e riforniva le piazze di spaccio di Lombardia, Liguria e Toscana. Durante l’estate, però, il business si spostava anche nelle principali mete turistiche dell’Alto Adriatico, dove la droga veniva venduta all’esterno di discoteche, pub, stabilimenti balneari e strutture ricettive di Sistiana, Grado, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Bibione, Jesolo e Caorle.

Tutto è partito da due corrieri fermati a Latisana-L’indagine è iniziata con l’arresto di due corrieri trovati in possesso di 2 chilogrammi di marijuana. Da quel sequestro gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intera rete criminale, composta prevalentemente da cittadini albanesi e italiani, che operava con una struttura gerarchica ben organizzata. Per mesi gli investigatori hanno utilizzato pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche, ambientali e video, ricorrendo anche a strumenti tecnologici avanzati per seguire gli spostamenti del gruppo.

Comunicazioni criptate e telefoni sempre nuovi-Secondo gli investigatori, i componenti dell’organizzazione adottavano particolari accorgimenti per sfuggire ai controlli. Le comunicazioni avvenivano attraverso piattaforme criptate, mentre telefoni cellulari e schede SIM venivano cambiati continuamente. Anche le automobili utilizzate per il trasporto della droga venivano sostituite con frequenza, proprio per rendere più difficile l’identificazione da parte delle forze dell’ordine.

La droga arrivava dai Balcani Cocaina, marijuana e hashish raggiungevano l’Italia seguendo consolidate rotte balcaniche, grazie alla collaborazione tra gruppi criminali italiani e organizzazioni albanesi. Nel corso delle indagini è emerso anche che il gruppo aveva avviato una produzione autonoma di marijuana all’interno di una serra allestita nella campagna pavese. Una volta arrivata in Italia, la droga veniva nascosta in appartamenti e garage affittati a persone incensurate, utilizzate come prestanome per non ricondurre direttamente i depositi all’organizzazione.

I “cavallini” consegnavano la droga-Per distribuire gli stupefacenti il gruppo utilizzava una rete di corrieri reclutati appositamente, chiamati nel gergo criminale “cavallini”. Alcuni preparavano le dosi, altri provvedevano alla consegna ai pusher presenti nelle piazze di spaccio lombarde e nelle località balneari. Molti erano giovani cittadini albanesi senza precedenti penali, fatti arrivare in Italia per soggiorni di circa tre mesi, il tempo massimo consentito come turisti, prima di essere sostituiti da altri connazionali.

Oltre 98 chili di droga sequestrati-Nel corso dell’inchiesta la Guardia di Finanza ha sequestrato:

  • 70,5 chilogrammi di marijuana, di cui 64 a Sesto San Giovanni, 2 a Latisana e 4,5 a Lecco;
  • 21 chilogrammi di cocaina, di cui 20 a Saronno e uno a Milano;
  • una pistola Beretta con matricola abrasa;
  • un’Alfa Romeo Stelvio modificata con un doppio fondo per trasportare la droga.

Sette persone sono state arrestate in flagranza di reato.

Altri arresti e sequestri-Al termine delle indagini il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano ha disposto otto ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei principali componenti dell’organizzazione. Sono inoltre state eseguite perquisizioni nei confronti di 33 indagati, accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio, ricettazione, riciclaggio e detenzione di armi clandestine. Durante le perquisizioni è stato arrestato anche un altro indagato trovato in possesso di armi clandestine. I finanzieri hanno inoltre sequestrato altri 7,2 chilogrammi di marijuana, due pistole con matricola abrasa, dieci armi bianche, orologi di lusso Rolex e denaro contante.

Sequestrati beni per 1,1 milioni di euro-Parallelamente alle indagini sul traffico di droga, le Fiamme Gialle hanno ricostruito i patrimoni accumulati dall’organizzazione. L’analisi di conti correnti, immobili, investimenti e disponibilità finanziarie ha permesso di quantificare in 1,1 milioni di euro i profitti illeciti derivanti dal narcotraffico. La Procura di Milano ha quindi disposto il sequestro preventivo di immobili, automobili, denaro, gioielli e altri beni riconducibili agli indagati. Come previsto dalla legge, tutte le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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