CulturaRosolina

“Rosolina d’Autore” chiude con Ilaria Rossetti: una serata tra emozioni, storia e parole che restano.

ROSOLINA-(RO)-Sabato 9 maggio alle ore 20:45 si terrà l’ultimo appuntamento della rassegna “Rosolina d’Autore”, presso l’Auditorium Sant’Antonio, promossa dal Centro socioculturale di Rosolina – Per una civiltà dell’incontro APS, in collaborazione con il Circolo Noi di Rosolina APS e con il patrocinio del Comune di Rosolina.

Protagonista della serata sarà la scrittrice Ilaria Rossetti, tra le voci più interessanti della narrativa italiana contemporanea. Nata a Lodi nel 1987, dopo gli studi ha vissuto per alcuni anni tra Cardiff e Londra, tra esperienze di formazione e lavoro e un progressivo avvicinamento alla scrittura. Il suo esordio arriva nel 2007 con la vittoria del Premio Campiello Giovani grazie al racconto La leggerezza del rumore (Marsilio), cui seguono i romanzi Tu che te ne andrai ovunque (2009) e Happy Italy (2011). Nel corso del tempo affianca alla scrittura un’intensa attività culturale: dal 2016 al 2019 gestisce il Caffè delle Arti a Lodi, uno spazio diventato punto di riferimento per incontri, eventi e progetti legati alla letteratura e alla creatività.

Nel 2019 vince il Premio Neri Pozza con il romanzo Le cose da salvare (2020), riconosciuto anche con il Premio Salerno Libro d’Europa e finalista al Premio Wondy di Letteratura Resiliente. Seguono il saggio narrativo Stig Dagerman – Il cuore intelligente (2021), il volume Parole: dire la cosa giusta, o l’arte dell’esattezza (2023) per la collana della Scuola Holden pubblicata dal Corriere della Sera, e La fabbrica delle ragazze (2024, Bompiani), vincitore del Premio Acqui Storia. Accanto all’attività di scrittrice, Rossetti è impegnata da anni nella formazione e nella narrazione: conduce corsi e laboratori di scrittura, lavora come editor e consulente ed è docente presso la Scuola Holden di Torino e per Feltrinelli Education.

Al centro dell’incontro il suo ultimo romanzo Qualcuno da odiare, (2026, Guanda)  che mette a confronto due vite lontane per età e vissuto: quella di Abele, centenario segnato da un passato legato anche all’esperienza dell’impresa coloniale fascista in Etiopia e invecchiato con un profondo risentimento verso un mondo che sente aver tradito le sue promesse; e quella della trentenne Ludovica, che fatica a riconoscersi nel presente e si confronta con un senso di disillusione rispetto al mondo costruito dalle generazioni precedenti. Dal loro incontro nasce un dialogo inatteso, che diventa occasione per entrambi di rimettere in discussione il proprio passato, le proprie certezze e il modo di guardare il presente, aprendo uno spazio possibile di confronto e comprensione. A dialogare con l’autrice sarà Matilde Zago, in un incontro aperto al pubblico tra letteratura, attualità e confronto. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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