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ADRIA, RINVIATO AL 30 APRILE LO SPETTACOLO DI GIOVANNI SCIFONI “FRA’ – SAN FRANCESCO, LA SUPERSTAR DEL MEDIOEVO”.

ADRIA-(RO)-Lo spettacolo di Giovanni Scifoni Fra’ – San Francesco, la superstar del medioevo in programma sabato 25 ottobre al Teatro Comunale di Adria (RO) è stato rinviato a giovedì 30 aprile (ore 21.00) a causa della temporanea inagibilità del teatro.
I biglietti già acquistati in prevendita rimangono validi per la nuova data. In alternativa, è possibile chiederne il rimborso sui canali Vivaticket e TicketOne (nell’apposita sezione dei siti) fino a sabato 15 novembre.

L’organizzazione si scusa con il pubblico per gli eventuali disagi creati.
GIOVANNI SCIFONI FRA’ – San Francesco, la star del Medioevo di e con Giovanni Scifoni regia Francesco Brandi musiche originali Luciano Di Giandomenico strumenti antichi Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli.
Un monologo inteso e originale, orchestrato con laudi medievali e gli strumenti antichi di Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli,, che si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop e universale di Francesco, di cui, nel 2026, ricorreranno gli 800 anni dalla morte. Uno spettacolo unico nel suo genere, pieno di invenzioni narrative, musicali e sceniche che terrà incollati gli spettatori alle poltrone del teatro, anche loro chiamati assieme a Scifoni ad affrontare il vero, ultimo, grande tabù della nostra contemporaneità: non siamo immortali.

Scifoni ripercorre la vita del poverello di Assisi e il suo sforzo ossessivo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte. Dalla predica ai porci fino alla composizione del Cantico delle creature, il primo componimento lirico in volgare italiano della storia, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta geniale creatività.
“Francesco sapeva incantare il pubblico – spiega Giovanni Scifoni -, folle sterminate, sapeva far ridere, piangere, sapeva cantare, ballare. Il vero problema con cui mi sono dovuto scontrare preparando questo spettacolo è che Francesco era un attore molto più bravo di me”.

Ma perché tutti conoscono San Francesco? Perché sono stati scritti decine di migliaia di testi su di lui? Perché è così irresistibile? E perché proprio lui? Non era l’unico a praticare il pauperismo. In quell’epoca era pieno di santi e movimenti eretici che avevano fatto la stessa scelta estrema. “E allora – si chiede Scifoni -, che aveva di speciale questo coatto di periferia piccolo borghese mezzo frikkettone che lascia tutto per diventare straccione? Aveva di speciale che era un artista. Forse il più grande della storia. Le sue prediche erano capolavori folli e visionari. Erano performance di teatro contemporaneo. Giocava con gli elementi della natura, improvvisava in francese, citando a memoria brani dalle chanson de geste, stravolgendone il senso, utilizzava il corpo, il nudo, perfino la propria malattia, il dolore fisico e il mutismo”.

“Lavorare con Giovanni è entusiasmante perché è un attore vulcanico che sa fare tutto bene, recitare, ballare, cantare, suonare e persino disegnare – dice il regista dello spettacolo Francesco.
Ferdinando Brandi – Speriamo di essere riusciti a raccontare un Francesco bellissimo, meno ieratico e iconico delle grandiose rappresentazioni cinematografiche, ma più umano, fragile, perfino confuso e incapace di portare avanti l’immane compito che si è dato. Sublime e grezzo, immenso e miserrimo, della stessa pasta dei grandi personaggi letterari e teatrali e come loro capace di aprirci grandi interrogativi sulle nostre vite in ogni tempo”.

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