Buon Natale!

ADRIA-Lamberto Cavallari critica l’amministrazione sul bando gestione del teatro.

“Davvero non so più cosa pensare, cercano sempre le cose più complicate, e regolarmente si bloccano. Perché non scegliere la cosa più semplice e realizzarla?” Così commenta Lamberto Cavallari dopo l’ultimo scivolone dell’amministrazione comunale sul bando per la gestione del teatro.

“Quando era all’opposizione Barbierato ha fatto il diavolo a quattro per impedire l’affidamento diretto della stagione di prosa, cosa tra l’altro prevista dalla normativa, e da sindaco si è inventato un bando all inclusive che andava dalla gestione di tutti i locali dell’immobile, alla proposta artistica. Un bando ambizioso, che in quanto tale meritava la giusta attenzione per la complessità che racchiudeva e, visto anche che il sindaco ha trattenuto per se la delega alla cultura, doveva vigilare con particolare attenzione su questo bando.
Invece, siamo alle solite: si incolpa il dirigente e si va avanti, poco importa che a causa di questo bando sia stata sacrificata la trasparenza tanto decantata dalla giunta Barbierato.
Posso essere d’accordo ad interrompere una gara in autotutela, ma farlo a buste aperte, quando in astratto un vincitore c’è, anche se in forza di una formula sbagliata, e quando entrambe le parti hanno visto l’offerta qualitativa ed economica della controparte è da evitare assolutamente perché è l’antitesi della trasparenza.
Le gare si fanno a buste chiuse, mentre alla prossima gara già bandita tutti i partecipanti conosceranno le offerte degli altri e, ancora peggio, alla prossima gara potranno ricalibrare l’offerta e a rimetterci potrebbe essere proprio l’amministrazione comunale.

Purtroppo non è il primo pasticcio e a questo punto temo non sarà l’ultimo; la vicenda della selezione dei vigili ne è stato il triste preambolo sul piano amministrativo, per non parlare del pasticcio dei parcheggi a pagamento tanto annunciati e poi trascinati nel tempo per arrivare a rendere gratuite fasce orarie che non hanno trovato neppure il consenso della categorie produttive. Il peggio è stato raggiunto su piazza Cavour: si è detto di voler coinvolgere la cittadinanza, quindi riunione urgente alle 14.30 di un caldissimo pomeriggio d’estate, al termine della quale ci si è dati appuntamento 15 giorni dopo. Mai più rivista. La vicenda si è conclusa con una soluzione che non accontenta nessuno, né chi la voleva chiusa come piazza pedonale luogo di incontro per la città, ne chi come i commercianti la volevano aperta. Ripeto: smettiamola di fare mega progetti che poi si traducono in un nulla di fatto e cerchiamo di fare la cosa più semplice. Non è ammissibile fare esperienza sulla pelle di una città”. L.C.

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