Buon Natale!

Quando non c’erano i selfie-Taglio del nastro per la mostra nel centro servizi di Taglio di Po.

TAGLIO DI PO – E’ stata inaugurata questa mattina “Quando non c’erano i selfie”, la mostra realizzata all’interno del Centro servizi di Taglio di Po, Madonna del vaiolo, che raccoglie e racconta attraverso preziosi scatti fotografici del passato la storia degli ospiti della struttura e dell’intera comunità bassopolesana.

La mostra infatti è il risultato di un anno e mezzo di lavoro effettuato dallo staff della struttura in collaborazione con i propri ospiti, le loro famiglie ed i volontari. Ogni anziano ha recuperato le foto della propria infanzia e adolescenza, quelle della propria famiglia, e insieme al personale, guidato da Mirka Guolo, coordinatrice della struttura di Taglio di Po, e Emanuela Grotto, educatrice, ne hanno discusso in gruppi aperti, giorno dopo giorno, recuperando memoria e ricordi. Infine, gli scatti più significativi sono stati raccolti e ordinati da Maurizio Callegarin, fisioterapista del centro e appassionato di fotografia, che ha curato l’esposizione. Questa mattina, per l’occasione, erano presenti il presidente del CIASS, ovvero il consorzio che gestisce i centri di Corbola, Taglio di Po e Ariano, Gilberto Moretti, il direttore Daniele Panella, Mirka Guolo, coordinatrice della struttura, Emanuela Grotto, educatrice, Maurizio Callegarin, e la giornalista Anna Volpe insieme ai tanti ospiti e ai loro famigliari. Il taglio del nastro è spettato al vicesindaco di Taglio di Po, Silvia Boscaro. “L’idea di questa mostra è nata grazie a Dorina, una nostra ospite che dietro a ogni fotografia scriveva il proprio indirizzo per essere sicura di non perderla – spiega la Grotto -. Fino a qualche decennio fa ogni fotografia era preziosa, selezionata, curata e custodita gelosamente. Ogni singolo scatto aveva un valore affettivo enorme: rappresentava la sintesi massima di un momento vissuto, che ancora oggi i nostri anziani proteggono come un cimelio. Abbiamo quindi intrapreso questo percorso di recupero della memoria attraverso fotografie: dai gruppi di lavoro sono affiorati ricordi, emozioni, racconti di una realtà vivida che abbiamo voluto mettere in mostra. Ogni persoa ha vissuto una sua unicità, ma lo scenario era lo stesso per tutti: la povertà, la fame, l’intenso lavoro sui campi, il senso di comunità e famiglia, il sacrificio. Ma anche tanto amore e tanta solidarietà, che oggi purtroppo sembrano persi. E abbiamo voluto recuperare questi preziosi ricordi per riconsegnarli al territorio con una mostra a cui è seguita la pubblicazione del catalogo”. Ha preso poi parola Daniele Panella: “Tutti vedono il centro servizi e il Ciass come un ente che ha che fare con numeri e bilanci, ma siamo anche un’anima. Abbiamo voluto creare questa mostra e questo evento per realizzare insieme ai nostri ospiti un lavoro educativo: il recupero della memoria è un metodo applicato nella cura di un anziano per aumentare il proprio senso di identità e di non dispersione del passato. Ci vogliamo inoltre porre come ente culturale, non solo socio assistenziale, grazie all’istituzione dell’Osservatorio della memoria dell’isola di Ariano. Queste iniziative le realizziamo in modo professionale: siamo inseriti nell’osservatorio nazionale dell’oralità e del racconto, ogni pubblicazione è catalogata Isbn e diamo molto valore all’intergenerazionalità. Questa mostra e la pubblicazione che ne consegue sarà condivisa con le scuole, perché le nostre strutture sono sempre aperte”.

Infine, il presidente del Ciass Moretti ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per realizzare questa mostra: “Avete svolto un ottimo lavoro: lavorare sulla memoria è importante per gli anziani, le loro famiglie e anche per l’intera comunità. Per questo promuovo il progetto dell’osservatorio della memoria dell’Isola di Ariano. Si tratta della seconda iniziativa che realizziamo che va in questo senso, dopo la pubblicazione della raccolta di poesie e filastrocche del passato”. La mostra rimarrà aperta fino a settembre, quando riapriranno le scuole che saranno invitate a visitarla per tramandare le emozioni contenute in ogni scatto. L’ingresso è gratuito. L’intera cittadinanza è invitata a riscoprire la propria memoria comune.

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