Appello ad un fronte comune contro le estrazioni di gas nel Delta del Po.

DELTA DEL PO-Col decreto che sblocca le estrazioni l’attuale Governo va a cancellare una serie di tutele per i territori costieri dell’Adriatico.

In particolare, individuando l’area estrattiva sotto il 45° Parallello, mette a repentaglio un territorio fragile come quello del Delta del Po che ha già pagato caro in passato  le estrazioni di gas. già fermate all’inizio degli anni ’60  per l’abbassamento del terreno di origine sedimentaria, abbassamento che continua tuttora..

E pure la zona costiera veneziana non sarebbe immune da gravi conseguenze. Qualche giorno fa si sono incontrati i Sindaci dei Comuni costieri per fare un accordo per il ripascimento delle spiagge erose dal mare per l’effetto combinato dell’innalzamento delle acque dovuto al cambiamento climatico e dal costante abbassamento del terreno. A quei Sindaci facciamo appello assieme agli operatori turistici, agli agricoltori già provati da siccità e cuneo salino, agli imprenditori, alle associazione che difendono ambiente e territorio ad ogni livello, agli amministratori veneti, Consiglieri e Assessori regionali e a tutti i politici veneti a cominciare dal Presidente Zaia, che si sono sempre spesi per fermare non solo le estrazioni, ma addirittura la ricerca di idrocarburi ben conoscendone i rischi, di unirsi in un fronte comune per evitare questa inutile sciagura facendo pressione sul Governo. Non si tratta di fare opposizione, ma di chiedere rispetto e considerazione per i territori che molto hanno già sofferto e di rivedere le proprie scelte in materia di energia. Per la Rete dei Comitati polesani a Difesa dell’ambiente Vanni Destro.

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