Buon Natale!

SOS Florsystem.

PORTO TOLLE-Valerio Gibin, consigliere comunale, chiede aiuto per azienda che dal 2018 sta attraversando un periodo di forte crisi.

Oltre alle grandi crisi aziendali in Italia, con i suoi 158 tavoli aperti in attesa di soluzioni, migliaia di lavoratori e di famiglie in bilico e con prospettive sempre più incerte, anche noi a Porto Tolle, in maniera più piccola e con numeri sicuramente diversi ma non per questo meno angosciosi, stiamo vivendo l’agonia di una azienda storica, la Florsystem di Polesine Camerini. L’azienda florovivaistica nasce più di vent’anni fa, nelle serre costruite dall’Enel anni prima sul terreno prospicente la Centrale, e che nell’idea iniziale, dovevano trarre benefici nella coltivazione e produzione dal vapore prodotto dalle caldaie. Poi purtroppo le cose non sono andate del tutto così, il vapore “è durato” solo alcuni anni costringendo l’azienda a continue variazioni in rialzo dei budget. L’Azienda però tra alti e basso di mercato arriva comunque a fatturare più di un milione di euro con quasi 40 addetti, per la maggior parte donne, quaranta famiglie soprattutto portotollesi che hanno vissuto con quegli introiti e che con il loro lavoro hanno fatto diventare l’azienda uno dei leader del settore Florovivaistico del Nord-Est. Tra l’altro è sempre bene ricordare che l’Impresa è in possesso di molteplici autorizzazioni regionali, come produttore e commercializzatore di piante, vivaista, è iscritto nel registro ufficiale delle piante, RUP, è autorizzato all’uso del Passaporto delle Piante, ma anche accreditato CAC (Conformitas Agraria Comunitatis = Conformità Agricola Comunitaria) per le piante orticole e per quelle ornamentali. Ha insomma quasi tutte le autorizzazioni del settore, cosa non da poco e in caso di chiusura, disperse.

Le prime avvisaglie di una crisi più pesante sono cominciate agli inizi del 2018, in quel periodo le maestranze erano circa 25, tra tempo indeterminato e determinato che bene o male lavoravano comunque tutto l’anno. Dal 2018 ad ora, tra cambi al vertice aziendali, crisi della casa madre ed altro, è stato un susseguirsi di licenziamenti con ovvi riflessi sui pagamenti degli stipendi, con il risultato che ad ora i dipendenti si possono contare sulle dita di una mano. Da ricordare che, in prospettiva, grazie al lavoro certosino della Giunta Bellan di cui facevo parte, con la nascita del villaggio Deltafarm di Human Company, sugli stessi terreni, proprio per i concetti da noi sollecitati e condivisi, come l’uso di prodotti a km zero, la Florsystem avrebbe, ma ne sono convinto, potrebbe avere un nuovo, ampio, sviluppo con l’inserimento di molto personale locale. Il mio vuol essere un appello alle istituzioni locali e provinciali, ed ai sindacati, fino ad ora non mi pare molto partecipi al problema, per cercare di trovare una soluzione, sia per non disperdere il grosso know how dell’azienda e dei loro lavoratori sviluppato negli anni, sia per ovviare ad un ulteriore impoverimento del territorio con la perdita di posti di lavoro e con la chiusura di una delle poche aziende alternative alla pesca.

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