CSA DI ADRIA-Prima si taglia poi si attiva lo straordinario.

ADRIA-(RO)-LE TRE SIGLE SINDACALI BOCCIANO LE PROPOSTE DEI NUOVI TURNI DI LAVORO ALLA CASA DI RIPOSO DI ADRIA, SENZA PRESENTARE UNA CONTROPROPOSTA ADEGUATA IN TEMPI DI COVID-Dai diversi incontri avvenuti al CSA di Adria tra l’amministrazione le RSU e le Organizzazioni Sindacali riguardo al nuovo modello orario proposto ai lavoratori, ciò che emerge non è altro che il tentativo di ridurre il costo del lavoro attraverso un abbattimento del 10/15% di ore assistenziali extra standard, portandolo da un più 30/35% al più 20%.

Vogliamo per l’ennesima volta ribadire che gli standard regionali dietro a cui si barricano dirigenza ed amministrazione del CSA, sono vecchi di 30 anni; vogliamo per l’ennesima volta evidenziare che la tipologia di residenti che accedono alle strutture residenziali per anziani e quindi anche quelli che accedono al CSA poco hanno a che vedere con le case di riposo, ma sono molto più profili affini ai pazienti dei reparti ospedalieri di medicina e lungodegenza dove vengono applicati standard ben diversi da quelli previsti per le IPAB. Anche impegnandoci a comprendere le difficoltà economiche che, secondo l’organo tecnico e quello politico di governance del CSA, la struttura si trova ad affrontare ci lascia basiti sentire che ancora i tagli siano solo sul personale, come peraltro si evince dalla relazione del Direttore sul bilancio previsionale 2022. In altri termini il CSA mira al pareggio di bilancio sulla pelle dei lavoratori e sulle tasche dei residenti. Allora ci chiediamo che fine ha fatto la battaglia fatta insieme cinque anni fa proprio per contrastare i tagli al personale? Dove sono finiti tutti i discorsi condivisi anche dall’amministrazione sul tema degli standard inadeguati e per i lavoratori al centro?

Già quanto descritto sarebbe sufficiente per veder nuovamente sventolare le bandiere in Riviera Sant’Andrea, ma al danno si aggiunge la beffa. E’ del 2 agosto, infatti, la richiesta di disponibilità da parte dell’Ente ai lavoratori di prestare orario di lavoro straordinario, segno evidente che le risorse umane in forza al CSA sono insufficienti, ed indiretta ammissione che con un taglio del 10/15% di ore assistenziali non sarebbe possibile garantire assistenza ai residenti. Conseguentemente, se l’unico tema che si vuole condividere e quello di come far morire l’umanità e la dignità del lavoro al CSA, i lavoratori non ci stanno. Come Organizzazioni Sindacali riteniamo urgente il reintegro/incremento immediato della percentuale di ore assistenziali tagliate, e l’immediato ritorno alla vecchia articolazione oraria, che seppur non ottimale, consentiva un minimo di dignità della vita lavorativa e privata dei dipendenti del CSA di Adria. PER LA DIGNITA’ DI OSPITI E LAVORATORI…. RESTIAMO UMANI.

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