DELTABLUES-SOLD OUT ALL’ARENA SPETTACOLI DEL CENSER DI ROVIGO CON ALEX BRITTI.

ROVIGO-Era la serata musicale più attesa, tra tutte quelle proposte dal 2 giugno ad oggi, dal ricco calendario di spettacoli, proposto dal 35. Festival internazionale DeltaBlues.
Quella di sabato al Censer si è confermata come una grandissima occasione per vedere dal vivo degli Artisti con la A maiuscola. E nella circostanza, per la prima volta in questa edizione, si è deciso di rispettare al millesimo di secondo la tabella di marcia, iniziando alle 21 in punto, con il primo concerto, non lasciando quindi tempo ai “ritardatari cronici”. Infatti si è voluto dare più spazio possibile ad Alex Britti, che ha così potuto regalare oltre due ore di musica di qualità eccelsa.
Si è iniziato con The Sacromud Pugno Collective, autori di un concerto di un’ora esatta, che ha saputo coinvolgere il numeroso pubblico presente nel piazzale dell’arena spettacoli del Censer, grazie alle sonorità molto energetiche. A seguire è stata la volta di Alex Britti e della sua band. Il cantante e musicista romano, già presente al Censer due anni esatti fa, in occasione del concerto dell’altra rassegna targata Ente Rovigo Festival, ossia Tra ville e giardini, aveva nel luglio del 2020, aveva cantato e suonato i suoi maggiori successi, in chiave jazz. Questa volta invece è stato protagonista di un concerto blues a tutti gli effetti, perché come ha ricordato il direttore artistico del DeltaBlues, Claudio Curina, poi confermato dallo stesso Britti, <Lui nasce come musicista blues. La sua anima è blues a tutti gli effetti>. I numerosi appassionati di Britti sono rimasti quasi senza parole nel constatare quanto grande sia l’abilità alla chitarra dell’ex ragazzo che cantava “Una su un milione”, “Però mi piaci”, “7.000 caffè” e altre. Raggiunti picchi nei quali ricordava il miglior Carlos Santana, ma è riuscito anche a reinterpretare canzoni vicine al sound di James Brown. Sul palco Alex Britti era accompagnato da tre musicisti eccelsi, quali: Giulio Rocca alla batteria, Emanuele Brignola al basso e Michele Papadia all’organo Hammond, pianoforte e tastiere.
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