“Il respiro dei luoghi” fotografie di MARCO BOVOLENTA.

Marco Bovolenta

“Il respiro dei luoghi”

18 giugno – 28 agosto  2016

OSTERIA di  Ca’ Cornera

Stazione di sosta nel delta del Po

Località Ca’ Cornera, 3 – Porto Viro (Ro)

Tel. 0426 325006 – cell. 342 7518571

 

E’ la sua una fotografia di deboli e comunque crescenti implicazioni con la luce: si tratta sempre del confronto nudo e crudo con la propria esperienza e con i termini più elementari, basici, del rapporto con il mezzo fotografico.

Il suo cammino di ricerca appare assolutamente solitario, come una cosa solo sua. Proprio questo anzitutto colpisce. I suoi scatti, infatti, che per un verso rischiano di essere, e talora anche sono, scolastici, un po’ prevedibilmente fotografici; se presi per il verso opposto risultano assolutamente anticanonici, perché eseguiti al di fuori di qualsiasi desiderio di relazione e di giudizio.

Non si deve dunque scambiare per ingenuità quella che è stata la scelta di fotografare in un certo modo. Marco Bovolenta non cerca affatto di stupire. Al contrario, attraverso la sua attenta conoscenza ottica, intende mettere a fuoco gli spazi fino a cogliere il respiro dei luoghi.

Nelle sue immagini  c’è una forza che spinge e che si fa sentire, perfino al di la dei singoli risultati. L’impostazione di queste fotografie è la più classica e convenzionale: un dialogo con il paesaggio e con la natura intesi come sponda, ora per il chiaro ora per lo scuro, per la definizione della sua ricerca che lo riconduce ad un linguaggio davvero fortemente emotivo, fisico e insieme spirituale.

Giugno 2016                                                                          Gianpaolo Gasparetto

Marco Bovolenta: “Corbola… Un piccolo paesino alle porte del Delta del Po circondato dal grande fiume che più a valle crea l’immensa foce.

E’ in questi luoghi che sono cresciuto, a stretto contatto con gli elementi che compongono questo territorio e che da sempre hanno attirato la mia curiosità… elementi che ho sentito l’esigenza di catturare per farli appartenere anche a me stesso.

Nasce così l’interesse per il mezzo fotografico: un modo per ritagliare da subito frammenti di luoghi e di oggetti, e poi dedicando sempre più attenzione alla tecnica del bianco e nero, ponendo al centro della mia ricerca non la qualità, ma il contenuto dell’immagine, mettendo una attenzione e una cura crescenti ai dettagli e alle modalità per ottenere lo scopo.

Fotografia… soprattutto un ponte per accedere ad una condizione strettamente personale, intima, a una dimensione intermedia tra realtà e coscienza, dove l’immagine ha la capacità di proiettarci in un luogo non più fisico, ma spirituale, dove si fondono, insieme,  ricordi ed emozioni.”

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