Jazz Nights at casalini’s garden riparte con la 8° edizione.

ROVIGO-Solo poco fa sarebbe stato difficile immaginarlo, ed invece il nostro ottimismo ha avuto ragione. Dopo tre anni, ed una due giorni tenutasi lo scorso ottobre al Teatro Sociale, le Jazz Nights tornano finalmente nella loro sede naturale, l’intimo e raccolto Giardino di Palazzo Casalini, ideale per il jazz. Qui si svolgerà infatti l’ottava edizione di “Jazz Nights at Casalini Garden”, manifestazione resa ancora possibile grazie all’indispensabile contributo di Banca del Veneto Centrale (già Rovigo Banca).

Per la prima volta verranno utilizzati tre giorni consecutivi all’aperto: quella che era una rassegna dilazionata, con un concerto settimanale nell’arco di circa un mese, diventa così un vero e proprio festival, più impegnativo forse, ma che consentirà di prendere una salutare sbornia di grande jazz dal 14 al 16 luglio compresi. Per la prima volta il Premio Marco Tamburini verrà separato dal festival. I tempi ravvicinati in cui si è deciso di allestire le Jazz Nights non consentivano di pubblicare il bando, esaminare i partecipanti e selezionare i finalisti. Ci sarà quindi una coda autunnale, in un unico giorno da stabilire, in cui si terrà la serata finale della sesta edizione del Premio.

A fronte di queste novità vi sono anche delle gradite conferme. Vengono innanzitutto rispettate le linee guida tracciate dall’ideatore del festival, il mai dimenticato Marco Tamburini, e ciascuna serata vedrà quindi esibirsi, prima degli ospiti più importanti, un gruppo di studenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio, due di questi guidati dai docenti Fabio Petretti e Roberto Martinelli. E non mancherà nemmeno quest’anno un prestigioso ospite internazionale. Dopo Bad Plus, John Abercrombie ed Oregon, solo per ricordarne qualcuno, siamo riusciti ad assicurarci la presenza di uno dei più autorevoli e quotati esponenti del jazz degli ultimi trent’anni, il sassofonista chicagoano Steve Coleman, che suonerà con i suoi Five Elements venerdì 15 luglio in esclusiva triveneta. Prima di lui il quartetto dei fratelli Pietro e Marcello Tonolo (14 luglio), e sabato 16 il duo formato da Daniele di Bonaventura e Marcello Peghin, dimostreranno che da tempo ormai il jazz italiano non ha più nulla da invidiare a quello d’oltreoceano.

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