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NO A TRIVELLE IN ADRIATICO.

ADRIA-(RO)-L’Assessore ai lavori pubblici di Adria Marco Terrentin, interviene in merito alla questione delle trivelle “Questa è una delle immagini rappresentative del nostro Delta del Po; l’ex magazzino del riso, immagine molto caratteristica ma ci siamo chiesti il motivo per cui l’ex magazzino sia sommerso dall’acqua?

La risposta può anche essere capita come il motivo per cui si siano innalzati gli argini del Po dopo la tragica alluvione del 1951. Oppure perché dopo il 1930 il suolo si sia abbassato in Polesine di tre metri e mezzo a fronte di un innalzamento medio del mare in un secolo di 20 cm. Risposta semplice, dagli anni ’30 fino alla sospensione del 1961 da parte del Consiglio dei Ministri; furono infatti estratti nel nostro delta del Po miliardi di mc di metano, con picchi di quasi 300 milioni di mc all’anno.

E adesso qualcuno vorrebbe rimettere in discussione tutto e con quali responsabilità? Nessuno vuole mettere in stretta correlazione eventuali terremoti con l’estrazione di metano, ma con la subsidenza assolutamente e scientificamente sì; basta anche solo guardarci intorno per capire. Cercando di semplificare il concetto vorrei ricordare che paragonare la geologia del delta del Po con quella delle coste croate è un assurdo. Il Polesine ha origine da un meccanismo deposizionale di tipo alluvionale che ha avuto luogo dopo l’ultima glaciazione, è quindi, a buon titolo, la terra più giovane di tutta Italia. Da ciò consegue che si tratta di sedimenti sciolti (non litificati) la cui natura è costituita perlopiù da argille, limi e sabbie. Il fatto che questi sedimenti siano stati messi in posto in epoca relativamente recente, in senso geologico, li rende ad oggi ancora instabili ed in disequilibrio, in particolare non si devono ancora compattare; da qui il fenomeno della subsidenza intrinseca. L’aumento del tasso di subsidenza indotto dalle coltivazioni dei giacimenti di metano al largo delle coste polesane è un fatto scientificamente dimostrato ed incontrovertibile. La geologia delle coste croate è costituita da calcari, che se da un lato soffrono di carsismo, dall’altro sono meccanicamente stabili e non soffrono di alcun fenomeno di subsidenza né naturale né indotta.

Ci tengo a ricordare che il livello dei mari mostra una tendenza all’aumento, se a questo andassimo ad aggiungere la subsidenza indotta dalle estrazioni di metano, vien da chiedersi quali prospettive si paventano per il nostro territorio. Non da ultimo si riscontra con evidenza ed in maniera assolutamente contradditoria quanto previsto dal PiTESAI, il piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, che riporta come sia espressamente vietata l’estrazione nel Delta del Po. La problematica energetica è fuori discussione, bastava e basta porre rimedio con politiche energetiche serie, compatibili e scientificamente appropriate nel tempo, nei brevi periodi è impossibile. Siamo disposti a rinunciare a fronte di quanto detto al nostro territorio? Prepariamoci perché nel caso sarebbe un disastro ambientale annunciato. conclude l’assessore adriese nonchè ingegnere Marco Terrentin

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