IL TEATRO SIETE VOI 2022 VOLARE… PER LE SCUOLE DI TAGLIO DI PO Il bosco tornerà, un albero può salvare il mondo.

TAGLIO DI PO (RO) – “Per fare tutto, ci vuole un fiore”. Cantava Sergio Endrigo nel 1974, in quel piccolo capolavoro canoro per bambini scritto da Gianni Rodari e musicato da Bacalov-Endrigo. Attualizzando quella straordinaria intuizione sugli ecosistemi naturali, oggi si potrebbe dire: ci vuole un albero. Anzi, tanti alberi. Un bosco. Il rimboschimento può salvare gli uomini dalla gigantesca crisi climatica, ecologica e culturale che ingloba le società occidentali e le sta precipitando nell’autodistruzione.

Un messaggio chiaro e complesso, che la rassegna “Il Teatro siete Voi 2022/ volare” di Irene Lissandrin con ViviRovigo, Provincia di Rovigo ed Arteven ha proposto alle scuole di Taglio di Po lunedì mattina (21 novembre), Giornata nazionale degli alberi. Il veicolo è ovviamente il teatro ragazzi: l’intenso, toccante e divertente “Il bosco tornerà”, rielaborazione della veneziana Pantakin teatro del racconto del francese Jean Giono, “L’uomo che piantava gli alberi”, pubblicato nel 1953 (edizione in italiano, Salani).

In Sala Europa sono convenute circa 280 persone: le dieci classi della scuola media Elia Maestri e le tre quinte delle primarie dell’Ic Taglio di Po, accompagnate dagli insegnanti e dal preside Massimiliano Beltrame. Ad introdurre lo spettacolo, il sindaco Laila Marangoni con l’assessore Alessandro Marangon che hanno fatto considerazioni sulla Festa degli alberi e ringraziato l’azienda Agricole Forte per aver sostenuto l’iniziativa e presentato la propria attività ai ragazzi. La drammatizzazione dei Pantakin parte dal racconto degli effetti visibili dei cambiamenti climatici: la cosiddetta tempesta Vaia, un vento a forza di uragano (150 chilometri orari con raffiche di 217), che si è abbattuta sull’arco alpino veneto trentino nel 2018, radendo al suolo oltre 42 mila ettari di foreste e boschi. Poi, i tre attori sul palco (Irene Silvestri, Matteo Campagnol e Agata Garbuio; i primi due curano alcuni dei laboratori teatrali per bambini e ragazzi nel progetto “Il teatro siete Voi 2022”) con l’uso delle maschere, nel solco della tradizione della Commedia dell’arte di cui Pantakin è promotrice, hanno interpretato la stupefacente storia del pastore Elzéard Bouffier, che piantando cento ghiande al giorno per una trentina d’anni, riuscì a riforestare di querce una vallata deserta e siccitosa alle pendici delle Alpi provenzali. Gli alberi riportarono le zone umide ed i ruscelli. Non solo querce, ma anche faggi e betulle ricoprirono undici chilometri quadrati di foresta, tanto da destare l’interesse dello Stato, che inviò una delegazione governativa. Si ripopolarono i villaggi nei dintorni, nacquero nuove fattorie e riprese la coltivazione dei campi. Un albero può davvero cambiare il mondo: una lezione di vita indimenticabile. Infatti, nel post spettacolo, gli studenti hanno fatto mezzora di domande e di commenti sia sulla drammatizzazione vista, che sul tema ecologista in generale e, in specie, sul rapporto con gli alberi, sull’abbattimento selettivo e sull’uso del legname.

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