SAN BASILIO, un borgo storico da rigenerare.

ARIANO NEL POLESINE-(RO)-Il Comune di Ariano candida la Frazione di San Basilio, per la individuazione di un borgo storico della Regione Veneto, a rischio abbandono come Progetto pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica.

Nei giorni scorsi è stata inviata alla Regione Veneto la manifestazione di interesse per partecipare alla selezione prevista dal bando Turismo e Cultura 4.0 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’investimento per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi caratterizzati da un indice di spopolamento progressivo e rilevante, sostiene la realizzazione di un 1 progetto pilota per la Regione Veneto di importo attorno a 20 milioni di euro, finalizzati al rilancio economico e sociale di borghi disabitati o comunque caratterizzati da un avanzato processo di declino o abbandono.

La storia di San Basilio si perde nella notte dei tempi: in questo territorio era sorto il primo centro abitato dell’Insula Hadriani, oggi Isola di Ariano stretta fra i rami del Po di Goro, del Po di Venezia e del Po della Donzella. Nel secolo scorso, fino agli anni 50, il Borgo è stato popolato tanto da avere una sua scuola elementare; San Basilio ha subito negli ultimi settant’anni un vero e proprio esodo da parte dei suoi abitanti. La vecchia scuola elementare è stata trasformata in un importante Centro Turistico e Culturale; a poca distanza si trovano gli scavi archeologici, che testimoniano la presenza di importanti edifici di epoca romana e di successivi edifici religiosi e tombe tardo antiche, forse le prime testimonianze della Cristianità nel Delta del Po. Il Centro del Borgo è caratterizzato dall’area ove è situata sopra una duna fossile, la Chiesa romanica; questo edificio sul lato sx è collegato con la canonica; sul lato dx si trovano altri vecchi edifici, testimonianza della presenza di locali che rappresentavano il vecchio Hospitium gestito dai Monaci Benedettini, piccola delegazione della più nota Abazia di Pomposa distante circa 20 km.

A nord di questa struttura si trova un’area di sosta camper, attrezzata con strutture che necessitano di un adeguamento radicale. A sud si trova il Centro Turistico Culturale Polivalente, che necessita di essere ampiamente adeguato ad ospitare altri numerosi reperti archeologici rinvenuti nel sito. Più a sud, sul fiume Po di Goro si trova l’attracco fluviale che necessita di interventi di bonifica e ristrutturazione, e della realizzazione di un’area attrezzata. La proposta del Comune prevede di effettuare dei consistenti interventi di riqualificazione, consolidamento e restauro conservativo di questo patrimonio architettonico ed edilizio presente nella piccola Frazione. La parte più consistente, però, delle iniziative previste nel progetto, riguarda la volontà di realizzare in questa estesa area, il primo PARCO NATURALISTICO ARCHEOLOGICO DEL DELTA DEL PO, rappresentato da un polo di attrattività turistiche, attraverso il recupero del patrimonio edilizio storico in degrado e delle infrastrutture che sono già presenti, potenziandole e realizzando nuovi centri di visita delle ricchezze ambientali e di quelle storiche presenti in questo vasto territorio.

Il Progetto, contempla iniziative imprenditoriali e commerciali in grado di rivitalizzare il tessuto socio-economico locale e non solo, e di favorire la conservazione del patrimonio edilizio storico ed ambientale pubblico e privato e dunque di storia, arte, cultura e tradizioni, che risulteranno attrattori di significativi interessi economico imprenditoriali. Nelle vicinanze di San Basilio si trovano vere e proprie “oasi di storia”, sono quel che rimane dell’antico cordone di dune fossili; questi piccoli lembi di antica memoria sono le sabbie su cui camminavano i Romani quando seguendo la Via Popilia andavano da Rimini ad Aquileia; quelle stesse vie di comunicazione che, nei secoli successivi, seguivano i Pellegrini che scendevano dal nord Europa per recarsi a Roma. Ma San Basilio ha anche un legame stretto col Sommo Poeta; infatti Dante soggiornò nell’Hospitium dei Monaci Benedettini, a fianco di una millenaria Chiesa romanica, nel suo viaggio di ritorno da Venezia a Ravenna.

La leggenda narra che avendo perso l’orientamento, salì su una quercia e da lì sopra scorse il campanile dell’Abbazia di Pomposa. A ridosso del Po di Goro, si ergeva maestosa la Quercia di San Basilio, una farnia con più di 500 anni, che è diventata nell’immaginario collettivo la Quercia di Dante. Il progetto di rigenerazione, ha l’ambizione di dare una seconda vita a questa località, partendo dalle sue risorse ambientali e dalla sua storia. Nelle vicinanze del Borgo, ci sono due importanti relitti fossili, uno il Bosco Nichetti ben conservato e piuttosto esteso, con l’adiacente Rotta di Martino, una zona umida di notevole importanza. L’altro il Bosco Rosada, polmone verde realizzato grazie ad un progetto di riqualificazione ambientale delle dune fossili, effettuato dall’Ente Parco. Il progetto, vuole realizzare all’interno del Bosco Nichetti il Bosco di Dante, riqualificando un’area di pregio naturalistico, che ha visto ridursi gradualmente la folta vegetazione che lo caratterizzava, che si intende ripristinare e potenziare. Attraverso pannelli in cui oltre alle caratteristiche ambientali si faranno conoscere i versi del Sommo Poeta, si costituirà un’occasione per ricordarlo negli anni a venire e celebrarne il legame con San Basilio.

Nel Bosco Rosada, invece oltre alla riqualificazione ed al ripristino di un percorso geologico, si intende dar vita ad un percorso di land art, che piano piano nel tempo andrà a costituire una galleria di artisti per far sì che possano incontrarsi diversi linguaggi artistici. Il terzo obiettivo prevede la realizzazione di un Parco Archeologico didattico: si tratta di un Parco a tema che illustri la vita e l’abitato di S. Basilio in epoca etrusca e romana con la ricostruzione di un tratto della Via Popilia e dell’abitato di epoca romana, la ricostruzione dell’abitato etrusco, la realizzazione di un nuovo e più capiente parcheggio e degli edifici a servizio del Parco. Questi interventi, in particolare, favoriranno l’insediamento di attività di impresa nel settore culturale, del turismo, del commercio e dell’artigianato, dell’agroalimentare, e consentiranno di attivare nuova occupazione; si prevede, infatti, la promozione di prodotti della tradizione artigianale (la famosa ocarina in terracotta giusto per citare un esempio) e le numerose ricchezze culinarie locali, dal riso del delta IGP, agli insaccati di animali allevati allo stato semi brado La land art sarà protagonista anche nell’area dove trovava sede la Quercia secolare di Dante; in questo sito, infatti, si vuole ricostruire la sagoma imponente di oltre 26 metri di altezza, della farnia secolare – che purtroppo è collassata rovinosamente nel 2013 – usando la tecnica della rete metallica e dello studio della trasparenza che disegnano lo spazio della Materia Assente.

Il quinto polo attrattivo è rappresentato dagli scavi archeologici: per questi importanti rinvenimenti è prevista anche la riproduzione virtuale insieme all’abitato etrusco-romano che circondava l’area, utilizzando moderne applicazioni digitali. In questo ambito tematico, è prevista la promozione di iniziative sperimentali di partecipazione diretta alle future campagne di scavo, già programmate e che si potranno promuovere con i nuovi fondi del progetto di Rigenerazione. Agli appassionati, sarà offerta la partecipazione diretta alle attività di ricerca, sotto la guida attenta dei Docenti universitari di Venezia e di Padova e della Soprintendenza archeologica Infine, l’ultimo ambito di intervento sarà la promozione con adeguata cartellonistica dei Percorsi Religiosi dei Pellegrini del Medioevo, a piedi o in bike. Saranno moltiplicate le Piste Ciclabili di tutta l’area, al fine di collegare in rete i diversi Poli attrattivi facilitandone l’acceso in bike e favorendo la partecipazione di soggetti portatori di disabilità, con specifici progetti di inclusione. L’amministrazione comunale con questo progetto prevede l’incremento della domanda di figure professionali impegnate nei servizi di accoglienza e visitazione, nella gestione e manutenzione del patrimonio ambientale ed architettonico, nella gestione dei sistemi tecnologici, nella gestione dei servizi di assistenza ai visitatori, nonché al personale addetto alla ricettività e alla ristorazione con il potenziamento delle strutture del territorio già esistenti e la nascita di nuove imprese.

Si apriranno, inoltre, opportunità di inserimento anche per la riqualificazione di figure, riconvertite nei servizi collaterali, come per esempio le manutenzioni ambientali e del patrimonio edilizio e delle infrastrutture. L’impatto occupazionale tra servizi diretti ed indotto, che potrebbe conseguire dopo la messa a regime di tutto il sistema articolato di Poli attrattivi, è stimato in circa 70 nuovi posti di lavoro. Non meno positivo sarebbe il riflesso, che la presenza di un PARCO NATURALISTICO ARCHEOLOGICO produrrebbe sui flussi turistici all’interno dell’intero ambito, oggetto del riconoscimento del MAB UNESCO. La vicinanza con i principali Poli turistici di Rosolina Mare-Albarella in Veneto e quella dei Lidi Ferraresi in Emilia Romagna, rappresenterebbe un sicuro elemento di qualificazione della ospitalità in queste località. Infine, il Borgo di San Basilio potrebbe contribuire positivamente a tutto il comparto del turismo del Delta, proponendo iniziative ed eventi che sposano fedelmente la filosofia che ispira lo slogan “VIVI IL DELTA TUTTO L’ANNO”.

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