CONSORZIO PESCATORI DEL POLESINE-“È necessario portare a termine i lavori di vivificazione avviati e non ancora ultimati”.

DELTA-“La mancanza di pioggia che non da tregua da un lato, gli scavi in ritardo dall’altro fanno sì che non ci sia il necessario ricambio d’acqua tra i canali della laguna e il mare. Da qui la conseguente formazione di macroalghe verdi filamentose che diminuisce ulteriormente la circolazione di ossigeno nell’acqua. Si tratta di una combinazione letale, tanto che abbiamo perso la semina di vongole che era nata in primavera.

Per la situazione meteorologica non possiamo fare nulla se non votarci a qualche santo, ma se gli scavi che sono iniziati due anni fa fossero stati conclusi la situazione attuale non sarebbe così tragica, la circolazione dell’acqua sarebbe sicuramente maggiore. Come possiamo programmare, quando rischiamo di perdere anche l’investimento del seme che abbiamo messo a dimora in laguna con il progetto Flupsy?”. È la lucida analisi della situazione che sta attraversando il comparto ittico di Porto Tolle di Luigino Marchesini, presidente del Consorzio Pescatori del Polesine O.P. con sede a Scardovari.

Un nuovo grido di allarme per la sopravvivenza delle lagune del Delta del Po e con esse di tutta l’economia che vi gira attorno. A manifestare la propria preoccupazione per la situazione che si è innescata negli specchi acquei di Porto Tolle insieme a Marchesini ci sono anche il vicepresidente Emanuele Finotti e tutto il Consiglio di Amministrazione della struttura consortile cui fanno capo 1.500 pescatori di vongole, gli allevatori della preziosa Cozza DOP di Scardovari e la pregiata Ostrica Rosa del Delta.  Tutte le nostre produzioni sono a rischio. In Sacca di Scardovari abbiamo perso 50 ettari di zona coltivabile poiché non c’è più ricircolo dell’acqua a causa della bocca di Santa Giulia che è completamente interrata. A questo bisogna aggiungere una temperatura anomala per il periodo e la troppa salinità per la mancanza di piogge che vanno a discapito dei nostri allevamenti. La Cozza DOP è in ritardo notevole rispetto alla tradizione che vuole l’inizio della raccolta ad aprile, quando in questo 2022 è iniziata a giugno. A tutto questo dobbiamo sommare la questione delle alghe. Siamo davvero molto, molto preoccupati” rimarca Marchesini.

Per quanto riguarda la situazione alghe il Consorzio ha già attivato alcune squadre di pescatori per procedere con la consueta raccolta a mano tramite ceste, ma tenendo conto della gravità e del proliferare di queste grandi piante fotosintetiche acquatiche nelle lagune si è già provveduto a contattare un’azienda specializzata che nei prossimi giorni scenderà per ripulire le zone interessate con un apposito macchinario. Problemi di interramento, innalzamento della salinità e presenza di macroalghe interessano tutte le lagune del Delta: grosse problematiche sono state registrate nella Laguna del Barbamarco a Pila, così come nel Canarin. Per evitare fenomeni di moria certa e non compromettere tutta la produzione abbiamo dovuto aprire gli orti che avremmo dovuto aprire ad agosto quando la richiesta è maggiore. Inoltre, per i problemi di secca abbiamo dovuto allungare l’orario di pesca dato che i vongolari non riescono ad andare al lavoro e devono attendere l’alta marea con la conseguenza che se arriva alle due del pomeriggio c’è troppo caldo per procedere alla raccolta. Non sappiamo più cosa fare, se è vero che contro il cambiamento climatico da soli non possiamo adoperarci, è anche vero che stiamo pagando i ritardi delle ditte affidatarie di interventi che sono già stati finanziati dalla Regione. Non si può andare avanti in questo modo, abbiamo bisogno di maggior celerità negli interventi programmati, perché con un’estate come questa rischiamo il collasso dell’intero comparto”.

Note sull’Azienda: Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine Organizzazione Produttori è una società che, nata nel 1976, dall’unione delle varie cooperative di pescatori locali. A farne parte attualmente sono: Cooperativa Pescatori Delta Padano-Cooperativa Pescatori Eridania-Cooperativa Fra Pescatori dell’Adriatico-Cooperativa Pescatori Maistra-Cooperativa Pescatori Mitilcoltori -Cooperativa Pescatori Ariano Polesine-Cooperativa Pescatori di Pila-Cooperativa Pescatori Po-Cooperativa Pescatori S. Giulia-Cooperativa Pescatori Polesine Camerini-Cooperativa Pescatori S. Margherita- Cooperativa Villaggio Pescatori-Cooperativa Pilamare -Cooperativa Cà Tiepolo. Il Consorzio puntando ad una produzione di alta qualità è riuscito a far inserire “la cozza di Scardovari” e “la vongola del Polesine” nell’Albo dei prodotti tradizioni italiani con D.M. del 18.07.2000 del Ministero delle Politiche Agricole e si è registrato il proprio marchio d’impresa presso il Ministero delle attività produttive mentre già da maggio 2002 l’impianto di depurazione. Inoltre, il centro di spedizione del Consorzio ha avuto, primo in Italia, la certificazione di rintracciabilità di filiera agro alimentare UNI EN ISO 22005:2008. Nel 2013 è stato riconosciuto il primo DOP italiano per molluschi per la “Denominazione di Origine Protetta della cozza di Scardovari”: unica DOP ittica in Italia. Dal 2013 il Consorzio ha ottenuto certificazione biologica per la cozza della Sacca di Scardovari e dal 2015 ha ottenuto pure il marchio biologico anche per vongola verace della Sacca di Scardovari. Nel 2018, infine, ha ottenuto la certificazione biologica anche per gli allevamenti di mitili in mare aperto che si trovano negli specchi acquei di fronte al Delta del Po.

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