LA STAGIONE IRRIGUA 2026 POTREBBE ESSERE L’ULTIMA CON GLI ATTUALI REGIMI DI PRELIEVO PRIMA DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL DEFLUSSO ECOLOGICO DAL 1° GENNAIO 2027.
VENETO-Con l’apertura ufficiale delle paratoie del canale Lessinio Euganeo Berico presso la sede direzionale del Consorzio di Bonifica LEB, a Cologna Veneta (Vr), ha preso il via sabato 14 marzo la stagione irrigua nel Veneto. Entrerà nel vivo ad aprile, in momenti diversi a seconda dei comprensori di bonifica, con l’attività di irrigazione vera e propria.
L’anno prossimo entra in vigore il Deflusso Ecologico. I Consorzi del Veneto distribuiscono risorsa a fini irrigui ed ecosistemici attraverso un’infrastruttura di 26.000 km, ovvero oltre l’80% della rete di fiumi e canali di pianura. Lo scenario normativo che regola le derivazioni rischia di mutare radicalmente. “Dal 1° gennaio 2027 entreranno in vigore i nuovi parametri del Deflusso Ecologico che potrebbero rivedere al ribasso la quantità di risorsa prelevata dai fiumi e distribuita tramite la rete secondaria –afferma il presidente di ANBI Veneto Alex Vantini. – Questi criteri sono attualmente oggetto di una delicata fase di sperimentazione e valutazione presso il tavolo tecnico istituito dalla Regione del Veneto con l’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali. La posta in gioco è altissima, poiché la questione riguarda direttamente una produzione agricola regionale dal valore di 8 miliardi di euro, la cui stabilità dipende per il 90% dalla disponibilità di irrigazione, senza dimenticare i servizi ecosistemici legati alla risorsa in termini ambientali, paesaggistici, economici e ricreativi, il cui valore è stimato in oltre 640 milioni di euro l’anno.”
Come si preannuncia la stagione irrigua 2026? In quota, le abbondanti nevicate registrate nel mese di febbraio si stanno già sciogliendo a causa del rialzo termico. Il contesto è comunque di un deficit, da ottobre a febbraio, del 36% per le Dolomiti e del 23% per le Prealpi. “Se da un lato questo fenomeno contribuisce a sostenere le portate attuali dei fiumi, dall’altro rappresenta una risorsa volatile che, per mancanza di adeguati sistemi di stoccaggio, è destinata a defluire velocemente verso il mare senza poter essere conservata per i periodi di massima siccità – spiega il direttore di ANBI Veneto Silvio Parizzi – . A fare la differenza, sarà dunque la presenza o la mancanza di piogge nella delicata fase dei trapianti, delle semine e della fioritura degli alberi da frutto.” Secondo le proiezioni del Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua CeSpII-LEB marzo sarà un mese relativamente secco in controtendenza con i primi due mesi del 2026 piovosi: +36 a gennaio e +33% a febbraio, rispetto alla media trentennale 1991-2020. Il bilancio dell’anno idrologico iniziato ad ottobre rimane fin qui negativo con un deficit del 23%. A farne le spese sono soprattutto le falde acquifere, con livelli che nella bassa pianura si stanno riprendendo mentre permane un ritardo della ricarica nella zona di falda. Anomalie nelle temperature, graveranno sulla richiesta di irrigazione. Febbraio non fa ben sperare con 2,6° in più rispetto alla media e una terza decade in cui la colonnina di mercurio è schizzata +6,5°. Il monitoraggio costante e la gestione oculata delle derivazioni restano dunque le priorità assolute per affrontare una stagione che si preannuncia complessa sotto diversi punti di vista.



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